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LESSICO
MULTIMEDIALE DI SOCIOLOGIA: UNA PROPOSTA DI INTERFACCIA |
Subito dopo aver lanciato l'applicazione, una
voce spiega: "questo non è un dizionario...".
Un mondo, intanto, un mondo di superfici frattali, comincia a girare e
a subire delle metamorfosi.
In effetti, il Lessico Multimediale di Sociologia
che stiamo progettando e realizzando non vuole essere un dizionario, e
non si presenta quindi con la consueta e rassicurante interfaccia dei vocabolari
elettronici: non ci sono scrivanie metaforiche, né scaffali virtuali.
Prima ancora di cominciare a progettare l'interfaccia dell'applicazione,
abbiamo discusso soprattutto del problema dell'interfaccia. Abbiamo analizzato
e decodificato molte applicazioni, cercando di leggere le metafore con
cui esse aprivano o chiudevano dei canali di comunicazione verso gli utenti.
Dopo lunghe discussioni siamo giunti alla conclusione che i modelli più
comunemente utilizzati non si prestavano ai nostri obiettivi, e abbiamo
provato a percorrere strade diverse. L'interfaccia che stiamo progettando
è il tentativo di dare un volto grafico all'idea-chiave del lessico
come arcipelago di isole concettuali. Abbiamo provato a raffigurare l'arcipelago
in forma di mappa o in forma di tracciato su un ipotetico radar.
Ciò che vogliamo comunicare all'utente è la coscienza che
non potrà cercare una voce, ma solo tentare di orientarsi
in quell'insieme labirintico di temi e di problemi che è la sociologia,
esplorando - liberamente - mondi aperti ma fortemente caratterizzati dalle
scelte soggettive dei ricercatori.
L'accesso ai dati non è quindi compensato dalla logica, ma gestito
dalla casualità.
L'utente vede sul suo radar il tracciato di un oggetto non identificato,
l'equivalente di una voce, forse, e solo da quel tracciato, ogni volta
diverso, potrà iniziare la sua ricerca, trovare la sua rotta.
Al concetto di navigazione ipertestuale vorremmo contrapporre qualcosa
che potremmo chiamare naufragio multimediale: un dolce naufragare nel mare
delle informazioni.
L'impatto con il Lessico non è un indice, ma il primo anello di
una catena di links.
All'utente non vengono messi a disposizione solo dei dati e degli strumenti
per manipolarli, ma - prima di tutto - vengono mostrati i nodi che collegano
tra loro i dati stessi, in quanto concetti.
Ogni concetto verrà poi sviluppato offrendone una breve definizione
testuale.
La definizione, elemento caratterizzante di ogni Lessico, vuole essere
però solo uno stimolo ad approfondire una serie di temi e di problemi
connessi al fatto stesso che di un concetto è stata data una definizione.
Ogni isola concettuale, così, diventerà un micromondo da
esplorare, con una sua storia, degli abitanti, le sue istituzioni. Si potrà
assistere a un dibattito virtuale, animato, in cui personaggi che non si
sono mai visti né conosciuti discuteranno attorno ad un concetto.
Si potranno osservare immagini degli eventi storici che chi ha sviluppato
un concetto ritiene fondamentali per l'evoluzione del concetto stesso,
sia nella loro successione cronologica che in forma di "geografia
storica".
Si potranno naturalmente richiamare delle indicazioni bibliografiche, ma
anche delle domande in attesa di una risposta, che l'utente stesso potrebbe
tentare di dare.
Ma poi che cosa accade ? Tutto qui ? E allora, dov'è la novità
?
Da un'interfaccia ci si può aspettare tutto e niente. In questo
caso, l'interfaccia che stiamo studiando non deve essere inteso né
come una forma di mediazione tra i contenuti e i lettori né come
un tentativo di costruire una metafora attorno a dei concetti astratti.
A suo modo, sarà una vera e propria provocazione.
Ma è ancora un work in progress. Ne vogliamo discutere ?
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